OPUS 3

Soprano and 11 Instruments (2012-17)

12 Poems & Instrumentals with a total duration of ca. 1 Hour
Poems by G. V. Catullus
Multiple pieces and sets from Op.3 can be performed separately
See score for Instrumentation, Schematization, Notes, and Dedications

Nova Ensemble performing “Three Pieces from Op.3/1a” @
Voertman Hall, Denton USA — Apr 16 2016,  8pm

1.
alla casa frigia di Cibele,
dove risuonano cupe le melodie del flauto.
languidamente.

2.
stringendosi fra le braccia Acme, Settimio
sussurra al suo amore: ‘Acme mia,
se da morirne non ti amo o t’amerò
infino a l’ultimo respiro, sempre,
come chi amando d’amore può morire,
gettatemi in Libia, nei deserti dell’India,
solo davanti agli occhi verdi di un leone’.
quando tacque, come prima a sinistra,
a destra starnutí Amore il suo consenso.

3.
tu i mille baci mi dai: dopo, i cento:
e i mille, dopo ancora: e i cento, poi:
e dopo, gli altri mille: e i cento, ancora:

INSTRUMENTAL 1

4.
[ la spiaggia batton l’onde eoe romoreggiando.
il Nilo intorbida per sette vie la marina.] SILENT

eccitato dall’allegria
del giorno, con voce squillante
canta gli inni nuziali.

5.
qui tra i profumi soavi del suo letto di vergine.

6.
deh tu consentimi, dolce Ipsitilla,
gioia mia tenera, delizia mia,
ch’io teco trovimi sul mezzogiorno.
se consentirmelo vorrai, questo aggiungi,
che alcun non chiudami la porta in faccia
né a te d’andartene ti salti il ticchio;
ma chiusa in camera, meco sii pronta
a far di séguito nove chiavate.
ti garba? chiamami súbito, dunque!
ch’io, qui giacendomi, pieno la pancia,
sfondo la tunica, sfondo la coltre!

INSTRUMENTAL 2

INSTRUMENTAL 3 | EPIGRAPH

INSTRUMENTAL 4 | CANON

INSTRUMENTAL 5 | PICCOLO SOLO

INSTRUMENTAL 6 | VIOLIN SOLO

INSTRUMENTAL 7 | OCTET

[dal biancheggiante gorgo emersero l’oceanine
figlie di Nèreo i volti, meravigliate al portento.
occhi mortali videro allor le nimfe del mare,
nude sino al petto fuor del candido gorgo mostrarsi.] SILENT

7.
ho parlato in sogno con te, Afrodite.

8.
pari ad un nume esser colui mi sembra,
colui, se è dato, superare i numi,
che, innanzi a te sedendosi, te spesso
guarda ed ascolta
dolce ridente; ond’ io smarrisco tutti,
misero!, i sensi: poi che non appena,
Lesbia, ti veggo, dentro me non resta
ma intorpidisce súbito la lingua;
tenue le membra mi serpeggia un fuoco;
ronzan gli orecchi; sovra gli occhi miei
grava la notte.

l’ozio, o Catullo, t’ è dannoso; esulti
troppo nell’ozio, e te la vai godendo.
già trasse i re con le città beate
l’ozio in rovina.

INSTRUMENTAL 8 | POSTSCRIPT

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